Grigiore

Seestück (See-see)
Seestück (See-See), Gerhard Richter

Il paesaggio Mare-Mare di Gerhard Richter è emblematico della sua pittura tra figurazione e astrazione. Secondo lui, questi due generi non sono diversi. Si devono incontrare e completare per rendere conto della realtà, che si presenta a noi in una chiarezza estranea, sia come evidenza che come enigma. L’equivalente astratto di questo paesaggio si trova nei suoi monocromi grigi: unicità del colore presentata in infinite sfumature, evocazione sia della grisaille della pittura che del bianco e nero della fotografia, colore neutro e ambiguo che evoca, più del bianco o del nero, un’assenza di immagine, o piuttosto il fondo delle immagini, la realtà stessa.

Grey Picture II
Graues Bild II, Gerhard Richter

Il dipinto è il risultato di un montaggio: due fotografie del mare sono state tagliate, sovrapposte e poi proiettate su tela. Questo tipo di collage si trova nelle prime fotografie del mare. Allora era un trucco necessario. Le fotografie rendevano bene il mare o il cielo, non entrambi. Ne occorrevano due per arrivare a un risultato soddisfacente. Richter però introduce un’anomalia: di solito il mare rispecchia il cielo, questa volta è il cielo a rispecchiare il mare. La fotografia e lo specchio sono due strumenti ottici ricorrenti nell’arte di Richter: servono come abbozzi, punti di partenza o di ritrovo. Li considera come semplici riflessi della realtà mentre la pittura ne crea un’analogia ben più ricca. Qui il suo dispositivo sembra una trappola per lo spettatore: lo sguardo si perde, ipnotizzato dalla ripetizione sia del motivo (il mare) che dei suoi elementi costitutivi (le onde), rinchiuso nella simmetria perfetta del formato quadrato, spinto verso un orizzonte assente, cancellato, che apre al posto di chiudere, non dando il suo solito appoggio, la sua linea di base che permette di orientarsi. Richter desidera rappresentare non un punto di vista singolare, ma la visione nella sua globalità. Vuole far vedere il vedere al punto di rendere cieco.

SeaRichter
Estratto dell’Atlas dove Gerhard Richter raccoglie tutte le fotografie che gli potrebbero essere utili.

Mare-Mare si inscrive nell’estetica del paesaggio romantico, ereditando dalla ricca tradizione tedesca e notevolmente da Caspar David Friedrich. Il romanticismo non ambiva all’armonia della bellezza classica ma al caos del sublime, che trae il suo incanto dal terrore. L’uomo sente la natura estranea. Pura materia o espressione divina, è comunque infinita in paragone con lui che, paradossalmente, schiacciato da questa grandezza diventa grande. L’effetto è ambivalente: inquietudine e meraviglia, melanconia ed entusiasmo, incertezza e rivelazione. Il quadro di Richter suscita questi sentimenti propriamente romantici. Il suo universo di mare che si apre verso una luce accecante evoca una natura primordiale: creazione o sparizione, separazione delle acque o diluvio, esperienza del confine e quindi della sconfinatezza.

Moine Mer
Der Mönch am Meer, Caspar David Friedrich
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Un pensiero su “Grigiore

  1. Merci de m’avoir fait découvrir ce peintre, et ce tableau de Friedrich que je ne connaissais pas. On ne rencontre pas si souvent des œuvres qui, une fois vues, donnent l’impression qu’on était destiné à les voir. J’enrage de ne pas lire l’italien.

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